Un sito online da mesi, ma quasi invisibile su Google: è una situazione frequente. Il posizionamento organico si basa su azioni precise, non su un colpo di fortuna algoritmico. Ogni passaggio agisce su un fattore diverso, dai contenuti alla struttura tecnica, passando per i link in entrata. Ecco sei azioni concrete per aumentare la visibilità sui motori di ricerca, elencate senza un ordine di priorità.
1. Verificare la copertura dell’indicizzazione in Google Search Console
Prima di intervenire sui contenuti, verificate che Google riesca effettivamente a vedere le vostre pagine. Google Search Console segnala gli errori di scansione, le pagine escluse e quelle non ancora indicizzate.
Vi è mai capitato di notare che una pagina pubblicata non compare da nessuna parte nei risultati? Spesso il problema è dovuto a una direttiva noindex dimenticata nel codice sorgente o a un file robots.txt troppo restrittivo. Rimuovete prima di tutto questi blocchi: nessuna ottimizzazione dei contenuti sarà utile se la pagina resta invisibile al motore di ricerca.
Verificate anche che la sitemap XML sia aggiornata e inviata a Search Console. Questo file elenca tutte le pagine da scansionare. Una pagina non inclusa nella sitemap impiega più tempo a essere scoperta.
Per migliorare il posizionamento organico, questo passaggio tecnico è fondamentale: un sito correttamente indicizzato può beneficiare di ogni successiva ottimizzazione dei contenuti o della popolarità.
2. Cercare parole chiave con un intento preciso
Puntare su una parola chiave troppo generica (per esempio “scarpe”) significa competere con migliaia di siti. La ricerca delle parole chiave consiste nell’individuare query con un intento di ricerca chiaro e un volume accessibile.
Una parola chiave come “scarpe da trekking impermeabili da donna” esprime chiaramente un intento di acquisto. Google favorisce le pagine che rispondono in modo preciso a questo tipo di query. Ogni pagina del vostro sito dovrebbe puntare a una parola chiave principale e a due o tre varianti correlate.
Per iniziare bastano strumenti gratuiti come lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads o la sezione “Ricerche correlate” in fondo alla pagina di Google. Annotate i termini, raggruppateli per argomento e assegnate un gruppo a ogni pagina esistente o da creare.

3. Strutturare ogni pagina con tag HTML coerenti
Google legge la struttura della pagina prima di leggerne il testo. I tag dei titoli (H1, H2, H3) organizzano i contenuti come i capitoli di un libro. Se mancano o sono disordinati, il motore di ricerca fatica a capire l’argomento trattato.
Una regola semplice: un solo H1 per pagina, che includa la parola chiave principale. Gli H2 suddividono le sezioni principali, mentre gli H3 approfondiscono i singoli punti. Non è una questione estetica, ma un segnale di pertinenza.
Anche il tag title (quello che appare in blu nei risultati di Google) e la meta description meritano particolare attenzione. Il tag title deve includere la parola chiave target e restare entro circa 60 caratteri. La meta description non influisce direttamente sul posizionamento, ma determina se l’utente clicca o passa oltre.
4. Creare contenuti che rispondano a una domanda reale
Un contenuto di qualità per Google è innanzitutto un contenuto utile per chi legge. Chiedetevi: dopo aver letto questa pagina, il visitatore ha trovato ciò che cercava?
Scrivere un testo lungo non basta. Una pagina di 500 parole che risponde direttamente a una domanda si posiziona meglio di una pagina di 2.000 parole che gira intorno all’argomento. La densità delle informazioni conta più della lunghezza del testo.
Ecco alcuni consigli pratici per la scrittura per il web:
- Inserite la parola chiave principale nel primo paragrafo, in almeno un H2 e nella conclusione
- Usate il campo semantico naturale dell’argomento (sinonimi, termini correlati) per arricchire la pagina senza ripetere meccanicamente lo stesso termine
- Illustrate ogni affermazione con un esempio, un caso concreto o un dato verificabile
Google specifica che non è richiesto alcun markup specifico per comparire nelle funzionalità basate sull’IA (AI Overviews). Una pagina ben indicizzata e ben scritta può comunque essere inclusa in questi nuovi formati di visualizzazione.
5. Creare una struttura di link interni logica tra le pagine
I link interni sono i percorsi che Google segue per navigare nel vostro sito. Una pagina orfana (senza alcun link interno che rimandi a essa) ha poche probabilità di posizionarsi bene.
Ogni pagina strategica dovrebbe ricevere almeno due o tre link interni da altre pagine del sito. Il testo del link (l’anchor text) deve descrivere il contenuto della pagina di destinazione: “guida ai tag meta” è più utile di “clicca qui”.
La struttura dei link interni distribuisce anche quello che gli esperti SEO chiamano “link juice”. Una pagina che riceve molti link interni viene considerata più importante da Google. Individuate le pagine prioritarie (quelle che generano conversioni o traffico) e rafforzate i link che vi rimandano dal resto del sito.
6. Ottenere backlink da siti affidabili
I link in entrata (backlink) restano tra i segnali di posizionamento più potenti. Un link proveniente da un sito autorevole nel vostro settore indica a Google che i vostri contenuti meritano di essere consigliati.
Non tutte le fonti di link hanno lo stesso valore. Un link da una directory generica conta molto meno di un link da un articolo di giornale o da un blog specializzato. Google penalizza inoltre l’acquisto di link e la pubblicazione di contenuti di terzi su un sito al solo scopo di sfruttarne la reputazione (pratica che Google definisce “site reputation abuse”, oggetto di un aggiornamento della policy nel novembre 2024).
Ecco alcuni metodi sostenibili per ottenere backlink:
- Pubblicare contenuti originali (studi, guide complete, infografiche) che altri siti abbiano interesse a citare
- Proporre articoli come guest post su siti con una linea editoriale in linea con la vostra attività
- Stringere partnership locali o di settore che portino naturalmente a citazioni online
Un link ottenuto in modo naturale vale sempre più di uno artificiale. Google affina costantemente la propria capacità di distinguere i due. Dopo un aggiornamento importante dell’algoritmo, Google consiglia di non trarre conclusioni affrettate sulle variazioni di posizionamento: lasciate che i risultati si stabilizzino prima di modificare la vostra strategia SEO.



